Il blog di Gaia
“Mi piacerebbe, ma non ho tempo”
Mi piacerebbe, ma non ho tempo.
Me la dicono con un mezzo sorriso, quasi a chiedere scusa. E dentro c’è tutto: il desiderio intero di fermarsi, di respirare, di stare un’ora con se stessi. Poi, subito dopo, la porta che si chiude.
Me la dico anche io, quella frase.
Il tempo della scarsità: cosa ti toglie senza che te ne accorgi
Rob Nairn la chiamava poverty mentality, la mentalità della povertà.
È uno stato della mente che guarda ogni cosa attraverso ciò che manca: tempo, energie, denaro, capacità.
Può abitare anche chi ha abbastanza, perché riguarda il modo di guardare più che ciò che davvero abbiamo.
Anch’io
Due parole. E cambia tutto.
Le ho sentite tante volte, nelle formazioni e nei ritiri.
Qualcuno si espone, racconta la fatica che si porta addosso da mesi, la paura di mollare, la vergogna di arrancare.
E da un'altra sedia arriva quell'anch'io, quasi sussurrato.
Se accolgo tutto, perché continuo a sbottare?
Certe cose tornano sempre identiche a sé stesse.
Ti accorgi della rabbia solo dopo che hai già risposto male. Senti il peso dello stress solo quando hai già il respiro corto da ore. Accogli il nodo allo stomaco, aspetti che passi con pazienza e gentilezza, e il giorno dopo riparte esattamente lo stesso identico schema.
Questo è il punto di stallo in cui si fermano in molti.
Ed è qui che nasce il dubbio: “Sto sbagliando qualcosa? Forse la mindfulness non funziona con me”.
A cosa serve, davvero, la mindfulness?
In questo mondo complesso, la mindfulness diventa uno strumento essenziale di postura per trovare il coraggio di scegliere senza farsi travolgere dalle sfide, sempre più pesanti, del nostro tempo.